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1° Seminario regionale Co.S. nel Lazio Università Tor Vergata Aula 1 A 5 Roma 21.11.09 Il giorno 21 novembre 2009 si è tenuto, presso le aule della Università di medicina di Tor Vergata a Roma, il primo seminario di lavoro organizzato dal Consorzio Sanità italiano in collaborazione con il Consorzio Regionale del Lazio CoReSan , sulle prospettive della nuova convenzione dei medici di medicina generale e dei nuovi accordi regionali, in particolare quello del Lazio incentrato sulla nuova organizzazione delle unità di cure primarie . Il seminario durato l’intera giornata ha visto la partecipazione di colleghi provenienti dalle più attive realtà cooperativistiche della regione Lazio e dai relatori provenienti dal Cos di Cremona e di Milano oltre che dal dr Crescenzo Simone di Napoli , nuovo presidente della associazione delle cooperative italiane ANCM, che si è recentemente costituita a Roma . Il presidente del Cos dr Antonio di Malta , il dr Marco Visconti, il dr Gianfranco Piseri e l’ing Fabio Monfredini hanno svolto varie relazioni sullo stato dell’arte della convenzione per la medicina generale italiana , firmata il 29 luglio us e sulla possibilità operativa di proporre tra tutte le cooperative associate in ANCOM, che sono ben 100 con oltre 5000 medici, in tutta Italia, le prime 100 unità complesse di cure primarie ,così come descritto nell’articolo 26 ter della convenzione stessa. Per fare questo i consulenti del cos hanno chiarito ai partecipanti la necessità di procedere con la strutturazione delle società di servizio, come le cooperative, al fine di permettere ai medici di medicina generale di poter gestire in modo autonomo questi nuovi centri polifunzionali sul territorio , senza dover ricadere sulla fornitura diretta da parte delle varie asl. Per fare ciò sono state illustrate le varie procedure per fornire i supporti gestionali, amministrativi e tecnologici oltre che i riferimenti legislativi e legali necessari alle cooperative dei medici per svolgere correttamente tale compito, attraverso corretti business plan, con la precisa gestione dei contratti di lavoro e mediante l' organizzazione di adeguati centri di costo e ricavo nelle strutture societarie, a seconda delle UCCP che si dovessero gestire . L’attenta platea dei medici ha convenuto con i relatori sulla necessità di diffondere tale cultura manageriale cooperativistica al fine di evitare il ricorso ad altre formazioni societarie che potrebbero generare conflitti di interessi e/o problemi di incompatibilità con la nostra professione e d’altro canto ha anche sottolineato la necessità di non dover costringere gli altri medici a dover affrontare , se non vogliono, tali problematiche , ma potendosi appoggiare alle società esistenti , aiutarli a superare i problemi. Sono stai inoltre discussi i punti salienti per una corretta utilizzazione dei sistemi informativi ed informatici da parte di queste unità di cura complesse al fine di permettere ai medici di avere a disposizione oltre che delle scatole vuote anche dei contenuti professionalizzanti come i protocolli diagnostico terapeutici , arricchiti dai dati della rete di ricercatori di My Search del Cos. Ed è proprio questa caratteristica possibilità che ha suscitato una grande attenzione nel gruppo dei partecipanti in quanto permette ai singoli medici , ai gruppi di medici (dalle medicine di rete e di gruppo fino alle UCCP) ed alle cooperative di medici di fare self-audit ed audit sulla propria attività professionale e permetterà loro di raggiungere quella accountability necessaria per fronteggiare le richieste della parte pubblica. Tali dati informativi e di carattere epidemiologico costituiranno poi l’ossatura di connessioni informative verticali che permetteranno gli scambi di informazioni con la continuità assistenziale e con gli specialisti e gli ospedali del territorio. Da questo incontro è anche sorta la possibilità per tutti i medici di medicina generale che nel Lazio volessero affrontare questi problemi, di poter trovare sia nel Cos che nel CoReSan e nelle loro cooperative, degli interlocutori validi e preparati che li possano consigliare sulle varie modalità organizzative. Questo anche a causa del grande imbarazzo che è stata creato nella classe medica del Lazio nella gestione della trasformazione delle vecchie ucp nelle nuove unità di cure complesse. La giornata si è , infine, conclusa con una tavola rotonda dalla quale è scaturita la proposta di formulare, insieme agli altri consorzi regionali, una grande proposta operativa nazionale, da presentare ai sindacati più rappresentativi, sulle forte volontà del Cos di voler provare ad organizzare e poi gestire le future unità complesse di cure primarie. Per avere maggiori informazioni , scriveteci e/o consultate i seguenti siti: www.cos.it www.ptmg-uccp.it |